Costruzione di robot: sostituzione o cooperazione con l’umanità?

Negli ultimi decenni la robotica ha fatto passi da gigante, tanto da modificare profondamente vari settori dell’industria e non solo. La possibilità di costruire macchine sempre più complesse e intelligenti ha sollevato questioni fondamentali sulla sostituzione dei lavoratori umani con robot.

Per comprendere meglio il fenomeno, è necessario partire dalla costruzione dei robot, un processo di crescita continua a livello tecnologico. Il miglioramento nella produzione di componenti elettronici, processori sempre più potenti, nuovi materiali e tecniche avanzate di programmazione, hanno permesso la creazione di robot sempre più efficienti e versatili.

Inizialmente utilizzati per svolgere compiti ripetitivi, pericolosi o poco piacevoli per l’uomo, i robot sono ora in grado di gestire autonomamente operazioni più complesse. Grazie all’intelligenza artificiale, possono adattarsi a circostanze impreviste e prendere decisioni autonomamente.

Pertanto, il dubbio che sorge è se queste macchine possano sostituire completamente l’essere umano nei vari settori lavorativi. Se, da un lato, è innegabile che per alcune mansioni la precisione, la resistenza e la capacità di lavorare senza sosta dei robot superino di gran lunga quelle umane, dall’altro lato bisogna considerare il fattore imprevedibilità e creatività che solo l’uomo possiede.

In un contesto produttivo, un robot può essere impiegato per eseguire lavori meccanici, a rischio o semplicemente faticosi per l’uomo. Tuttavia, quando la mansione richiede un tocco umano, come percezione, intuizione, interazione sociale ed empatia, la macchina ha ancora molta strada da fare. Ad esempio, nell’arte, nella moda, nella cucina e in altre professioni creative, il robot non potrà mai sostituire l’individualità e l’unicità dell’essere umano.

Inoltre, non bisogna sottovalutare l’impatto etico della sostituzione totale dell’uomo con i robot. Un’adozione indiscriminata della robotica potrebbe causare gravi problemi di disoccupazione, creando squilibri socio-economici con possibili conseguenze deleterie

Come è nata l’azienda che costruisce robot?

Tra le aziende più forti nel campo della costruzione di robot, spicca Boston Dynamics. Nata nel 1992 come spin-off del Massachusetts Institute of Technology (MIT), Boston Dynamics si è distinta per la creazione di robot dalle abilità straordinarie, spesso ispirati agli animali o all’essere umano.

La loro specialità è la robotica di movimento dinamico, che simula il movimento naturale. Tra i prodotti più noti dell’azienda ci sono BigDog, un robot quadrupede utilizzato per trasportare carichi pesanti, e Atlas, un robot umanoide in grado di camminare autonomamente su terreni accidentati, correre, saltare, girarsi, sollevare oggetti e persino eseguire acrobazie.

L’ascesa di Boston Dynamics è stata possibile grazie all’innovazione continua, alla passione per la robotica e all’investimento in ricerca e sviluppo. Dal 2013 al 2017, l’azienda è stata di proprietà di Google X, la divisione per la ricerca e sviluppo avanzato di Alphabet Inc. Attualmente, Boston Dynamics è di proprietà di Hyundai Motor Group.

Il successo di Boston Dynamics è anche un segno dell’importanza della robotica nell’economia del futuro, richiamando l’attenzione di grandi aziende tecnologiche e automobilistiche. L’obiettivo non è solo quello di creare robot sempre più smart e autonomi, ma anche di capire come questi possano collaborare con l’essere umano in maniera efficiente e sicura, in un’ottica di progresso che valorizzi le risorse e le abilità di entrambi.

Tuttavia, è importante non cadere nell’errore di vedere la robotica unicamente come una minaccia. Invece di focalizzarsi sulla sostituzione dell’essere umano, si dovrebbe pensare a come l’uomo e i robot possono collaborare insieme, in quello che viene definito un approccio di “cobotic”. Attraverso una sinergia tra uomo e macchina, si potrebbero ottenere risultati migliori nel settore produttivo e non solo.

Inoltre, l’adozione della robotica potrebbe liberare l’uomo da lavori manuali, pericolosi o insalubri, permettendogli di concentrarsi su compiti più creativi, intellettuali o di relazione.

In definitiva, nonostante i rapidi progressi nella costruzione dei robot, la totale sostituzione dell’uomo con le macchine appare ancora lontana e ricca di implicazioni problematiche. Piuttosto, l’uso intelligente e ponderato della robotica potrebbe aprire nuove strade per una collaborazione produttiva tra uomo e macchina, stimolando la crescita economica e il progresso sociale.

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